VIA DEI SERVI

QUARTIERE DI SANT’ANTONIO

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Nome:

  •  Antico: Via dei Servi
  • Attuale: Via dei Servi
  • Origine: Legata alla presenza della Chiesa e annesso Convento dei Servi di Maria, è la Via che, dal centro della città, conduce alla Chiesa stessa.

Situata nel Centro Storico di Sansepolcro, Via dei Servi unisce Piazza Dotti a Piazza Torre di Berta, presentando una sola diramazione con Via Agio Torto.

     Fig. 1 – Foto della via attuale.                                Fig. 2 – Foto della via di inizi ‘900.

Palazzi:

Via dei Servi presenta vari palazzi nobiliari, importanti per la città di Sansepolcro. Si inizia con Palazzo Giovagnoli, che si affaccia su Piazza Torre di Berta e che è uno dei palazzi più antichi della città; continuando con Palazzo Sanfranceschi che si unisce a formare un tutt’uno con la parte posteriore di palazzo Dotti; per arrivare, nella parte finale della via, presso il vecchio seminario del Convento dei Servi di Maria.

Svetta, ben visibile dalla strada, il campanile della Chiesa dei Servi. Ricostruito nel 1921, in stile neogotico con base quadrata a vela, mostra merlature a coda di rondine, tipiche dei guelfi, una serie di maioliche colorate a ornamento e non presenta la guglia. Insieme al campanile della Cattedrale e quello della chiesa di San Francesco va a definire l’inconfondibile skyline della città. 

Planimetria Monastero Santa Caterina - Sansepolcro

Fig. 3 – Foto di Sansepolcro (Fonte: Pinterest).

PALAZZO SANFRANCESCHI

Al numero 16 troviamo il Palazzo Sanfranceschi con la facciata settecentesca. Ma, al pianoterra ci sono due accessi duecenteschi a botteghe e piccole finestre con cornice di pietra. Il Palazzo non si sviluppa in profondità, perché sul retro, dalla parte di Via della Fraternita, si trova il palazzo che era, dal Quattrocento, la sede principale della stessa Confraternita, con L’Ospizio dei Gettatelli. Si sviluppa perciò in lunghezza su Via dei Servi. (Tafi)

Planimetria Monastero Santa Caterina - Sansepolcro

Fig. 4 – Veduta del Palazzo Sanfranceschi visto dalla Piazza.

Porta con l’architrave con la Croce di Malta - Sansepolcro

Fig. 5 – Facciata del Palazzo visto da sud, a piano terra le due botteghe con le finestrelle inferiate e incorniciate con pietra.

Architrave con rilievo - Sansepolcro

Fig. 6 – Portale d’ingresso del Palazzo Sanfranceschi.

Porta con cornice in pietra - Sansepolcro

Fig. 7 – Uno dei due accessi duecenteschi a botteghe.

Bassorilievo in pietra - Sansepolcro

Fig. 8 – Ingresso all’altra bottega con le finestrelle inferiate e incorniciate con pietra.

Sulla facciata c’è una lapide, con inscrizioni in latino, che ricorda la venuta in città del Granduca Pietro Leopoldo I, salito al trono di Toscana nel 1765, e l’ospitalità datagli.

La notte del 20 settembre 1777, di rientro dalla Romagna e prima di recarsi a messa in cattedrale ed in visita al palazzo Pretorio, il Granduca si ferma a cenare e riposare presso la dimora di Giovanni Sanfranceschi. Ce lo racconta il gonfaloniere del tempo, Francesco Pichi, nelle memorie civili della comunità.

Il Granduca, giungendo a cavallo, accompagnato dal Conte di Goes, dopo una breve sosta al monastero di Monte Casale, entra in città nel pomeriggio, intorno alle 18.15, accolto dal vescovo Niccolò Marcacci, dal vicario regio Giuseppe Melani, dal gonfaloniere stesso e dai principali nobili del borgo. Recatosi presso la dimora dei Sanfranceschi, dopo aver brevemente cenato, inizia qui le udienze con le principali autorità.

Portale bugnato - sansepolcro

Fig. 9 – Lapide.

Inscrizione:

“PIETRUS LEOPOLDUS I

P.R.H. ETB.A.A. ETM.DUX HÆTR. PEREGRATIS PER APPENNINOS SALTUS ERGA ÆMILIAM SIBI SUBIECTIS REGIONIBUS HANC CIUTT. INUISENS UNDEC. ET DUODEC. RAL. OCT. A.D. MDCCLXXVII. QUOD TANTO HOSPITI IMPAREM PRORSUS HANC DOMUM NON FUERIT DEDIGNATUS PRESTANTISS. PRINCIPIS MIRÆ POENITUS COMITATIS MEMORIAM DUM HÆC LIMINA STABUNT NIL FAUSTIUS UNQUAM HABITURA IOANN. SANFRANCESCHI IN ÆVUM PROSEQUI GAUDET”.

 

Il Palazzo dei Sanfranceschi presenta nel suo interno e in diversi livelli come nel piano terra, primo piano e secondo piano, interessanti inscrizioni in latino e lo stemma dei Dotti, testimonianza che questa era la zona della gens Dotti.

Portale bugnato - sansepolcro

Fig. 10 – Architrave interno con stemma della Famiglia Dotti.

Portale bugnato - sansepolcro

Fig. 11 – Architrave con inscrizione latina, sulle scale interne del Palazzo.

La frase latina, che si trova sull’architrave, comunica: PAX HVIC DOMVI (Qui regnava la pace).

Portale bugnato - sansepolcro

Fig. 12 – Ingresso a una bottega, adiacente al Palazzo Sanfranceschi.

Questa bottega si trova al n. 14 di Via dei Servi, che pur essendo fuori dal tetto principale, è comunque parte del Palazzo in questione. Tale spazio corrisponde al retro del Palazzo Dotti (ingresso principale in Via della Fraternita) e sull’architrave interno ha questa interessante inscrizione latina: NISI – DNS – AEDIFICAVERIT e in seconda riga: 16OS. (a meno che il DNS (SIGNORE) non abbia costruito).

Portale bugnato - sansepolcro

Fig. 13 – Architrave con inscrizione, interno della bottega a piano terra.

Al n. 27 si trova un Palazzo in cui si trovano altre inscrizioni interessanti, dei veri “Messaggi di pietra” come li ha chiamati lo storico E. Papi. Nell’interno al primo piano, su architravi di portali cinquecenteschi e sulla facciata, nel portale di sinistra.
“Una delle scritte: NON ONI (omni) HONI (homini) COR TUUM MANIFESTES; la seconda dice: DOMI COGITA QUID AGAS. Non aprirai (MANIFESTES) il tuo cuore ad ogni uomo (ONI HONI) e Pensa in casa (DOMI COGITA) che cosa farai (QUID AGAS) fuori. Sono palesemente due esortazioni che il committente rivolge prima di tutto a se stesso; e non sono un invito alla doppiezza, ma alla prudenza Cristiana.” (E. Papi)

CURIOSITÀ

All’incrocio con Via Agio Torto è possibile vedere un Murale realizzato nel 2020 da Zed1, al secolo Marco Burresi, artista fiorentino tra i più conosciuti e apprezzati nel modo della Street Art italiana. La sua estetica è il risultato di un personale immaginario pittorico capace di intercettare e veicolare in modo efficace temi e spunti legati alla società e all’essere umano.

Portale bugnato - sansepolcro

Fig. 14 – Murale, opera di Zed 1, Titolo dell’opera: “Ciascuno ha il suo bersaglio”, 2020.

Trovare dentro di se la forza per raggiungere i propri obiettivi: il nuovo murale di Zed1 nel borgo di Sansepolcro (AR).
di Redazione Art Vibes

“Il nuovo murale di ZED 1 nel comune di Sansepolcro (AR) è il frutto di un intervento che trae ispirazione dal cosiddetto ‘Palio della Balestra’, manifestazione storica nata nel periodo medievale per addestrare i cittadini alla difesa del borgo arroccato sul confine tra Umbria e Marche, zona spesso oggetto di contesa tra i signori delle città limitrofe. Il “Palio della Balestra” si ripete da anni durante il mese di settembre.
Zed1 è partito da questa antica tradizione per parlare della ricerca e del raggiungimento dei propri traguardi nella vita. Il caratteristico personaggio dell’artista si arma di balestra e veste i tipici costumi storici con i colori del quartiere che ospita il murale (Sant’Antonio), diventando uno dei balestrieri che ogni anno animano la competizione.
bersagli si trasformano così in oggetti del desideriobeni materialiamorefelicità, la fedeltà di un cane, sono tutti possibili obiettivi da centrare con frecce scoccate da una balestra. Una metafora che racconta di come ognuno di noi debba trovare dentro di se i mezzi e la forza per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato.”
Fate dunque la vostra scelta e prendete bene la mira, perché come recita il titolo che domina l’opera: “Ciascuno ha il suo bersaglio”.

Un lavoro che lo ha visto “colloquiare” con la comunità del Borgo. “È un lavoro fatto interamente a pennelli – ha spiegato l’artista – vuol omaggiare la tradizione della balestra attraverso una metafora, cioè orientare il tiro verso quelli che, per ognuno di noi, possono essere gli obiettivi più autentici e significativi della vita. I miei personaggi vengono dal mondo delle marionette e raccontano la vita da una prospettiva più allegra e gioiosa. Per realizzare l’opera ho impiegato sette giorni. Sono soddisfatto sia del risultato che del riscontro che ho avuto interagendo con le persone di questa meravigliosa città“. Il murale rimanda ai colori del quartiere che lo ospita, Sant’Antonio, il rosso e verde.

Personaggi:

In Via dei Servi, al numero 17, ha vissuto a lungo Irma Vandi, persona molto conosciuta ed amata in città. Artista, scrittrice, poetessa, dialettologa, è morta nel 2015 a quasi 100 anni, lasciando molte sue opere e documenti agli eredi di famiglia. Gli stessi decisero di donare il materiale al Comune di Sansepolcro, il quale si impegnò per renderlo fruibile.
Oltre a diversi dipinti della Vandi, tra le tele donate c’erano le originali opere di Giocondo Boncompagni, pittore (oltre che padre di Irma) che negli anni ’10 lasciò la Valtiberina per trasferirsi a Parigi, dove conobbe artisti come Picasso e Modigliani, con i quali peraltro partecipò a due mostre collettive.
Oggi questa mostra permanente si trova a Palazzo Pretorio ed è visitabile su appuntamento.

Portale bugnato - sansepolcro

Fig. 15 – Foto di Irma Vandi (Fonte: saturnonotizie.it).

 

 

BIBLIOGRAFIA

  • AGNOLETTI ERCOLE, Le memorie di Sansepolcro, Arti Grafiche, Sansepolcro 1986.
  • MATTESINI ENZO, Toponomastica borghese, Petruzzi Editore, Città di Castello, 2023.
  • PAPI ENZO, Messaggi di pietra: finestra aperta su una città toscana del ‘500. Edizioni Nuova Phromos, Città di Castello, 2021.
  • TAFI ANGELO, Immagine di Borgo San Sepolcro, Calosci, Cortona 1994.

Picture: Zed1 – “Ciascuno ha il suo bersaglio“, murale a San Sepolcro (AR), Italy, 2020. photo credit: Thomas K. (@tekappa).

ACS (Archivio Comunale di Sansepolcro), Serie XXX, Reg. 2, Memorie della Comunità, Relazione della venuta di Pietro Leopoldo in Sansepolcro, giorno 20 settembre 1777, scritto del gonfaloniere Francesco Pichi.

 

 

STUDIO DI MATTEI MARIETTA E CLAUDIO COCCHI

Università dell'Età Libera - Sansepolcro
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