{"id":807,"date":"2026-07-28T09:54:03","date_gmt":"2026-07-28T07:54:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/?page_id=807"},"modified":"2026-07-28T09:55:31","modified_gmt":"2026-07-28T07:55:31","slug":"via-luca-pacioli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/en\/sansepolcro\/via-luca-pacioli\/","title":{"rendered":"Via Luca Pacioli"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;19px||15px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_text_align=&#8221;center&#8221; header_text_color=&#8221;gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b&#8221; header_font_size=&#8221;56px&#8221; header_2_text_align=&#8221;center&#8221; header_font_size_tablet=&#8221;48px&#8221; header_font_size_phone=&#8221;32px&#8221; header_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b%22:%91%22header_text_color%22%93}&#8221;]<\/p>\n<h1>VIA LUCA PACIOLI<\/h1>\n<h2>QUARTIERE DI SANTA CATERINA E DI SAN BARTOLOMEO<\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;17px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_module=&#8221;118&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<span><span><a href=\"https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/en\/\">Home<\/a><\/span><\/span>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_5,3_5,1_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;12px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_5&#8243; disabled_on=&#8221;on|on|off&#8221; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;3_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/via-luca-pacioli2.png&#8221; title_text=&#8221;via-luca-pacioli2&#8243; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/via-luca-pacioli1-map.png&#8221; title_text=&#8221;via-luca-pacioli1-map&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Via Luca Pacioli, \u00e8 situata nel centro storico della Citt\u00e0 di Sansepolcro, il primo tratto nel quartiere di Santa Caterina e il secondo di San Bartolomeo; nella pianta del 1828 l\u2019attuale strada era indicata con due nomi distinti, la parte nord che va da via Santa Caterina a via XX Settembre era chiamata \u201cVia di San Pietro o San Piero\u201d, mentre il secondo percorso da via XX Settembre a via di Santa Croce era indicato come \u201cVia degli Abbarbagliati o Barbagliati\u201d, dal nome di una famiglia nobile di Sansepolcro. Nell\u2019anno 1900 fu deciso di dare un unico nome ai due tratti di strade e fu dato il nome di Umberto I, a seguito dell\u2019uccisione del re da parte di un anarchico a Monza. Nell\u2019anno 1944 la nostra strada cambia di nuovo nome e su disposizione della Presidenza del Consiglio diventa Via Luca Pacioli.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/luca-pacioli.jpg&#8221; alt=&#8221;Planimetria Monastero Santa Caterina &#8211; Sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;luca-pacioli&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; min_height=&#8221;4.8px&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;-28px|||||&#8221; custom_padding=&#8221;9px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig. 1 &#8211; Ritratto di Luca Pacioli conservato nella Pinacoteca del Museo Capodimonte di Napoli, gi\u00e0 posto nel Palazzo Ducale di Urbino, in cui dimostra ad un allievo l\u2019ottava proposizione dal libro XIII degli Elementi di Euclide, mentre sul tavolo si trova la Summa de Arithmetica.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_text_align=&#8221;center&#8221; header_2_text_color=&#8221;gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b&#8221; header_2_font_size=&#8221;32px&#8221; custom_padding=&#8221;17px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b%22:%91%22header_2_text_color%22%93}&#8221;]<\/p>\n<h2>LUCA PACIOLI<\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; header_3_text_align=&#8221;center&#8221; header_3_text_color=&#8221;gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b&#8221; header_3_font_size=&#8221;24px&#8221; header_3_line_height=&#8221;1.8em&#8221; custom_padding=&#8221;||5px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b%22:%91%22header_3_text_color%22%93}&#8221;]<\/p>\n<p>Luca Bartolomeo de Pacioli, nacque a Borgo Sansepolcro, in provincia di Arezzo, in una casa situata, nell\u2019attuale via dei Cipolli, circa tra il mese di ottobre del 1446 e l\u2019ottobre del 1448, da Bartolomeo, allevatore di bestiame, e da Maddalena Nuti. Nell\u2019anno 1459 muore il padre e viene affidato alla famiglia di Folco di Giovanni di Conte Bofolci e dei figli Piergentile e Conte. A circa diciannove anni Luca Pacioli lasci\u00f2 Sansepolcro per vivere a Venezia dove pot\u00e8 lavorare presso il mercante Antonio Rompiasi e accompagnare nei suoi viaggi di affari, diventando esperto nella ragioneria e nel commercio. Presso la famiglia Rompiasi si occup\u00f2 anche dell\u2019educazione dei tre figli, nel contempo accrebbe i suoi studi di aritmetica commerciale con Domenico Bragadin della nota Scuola di Rialto, dove forse approfond\u00ec la partita doppia. Nell\u2019anno 1468 Pacioli divenne pubblico lettore di matematica e canonico di San Marco. Nell\u2019anno 1470 scrisse il suo primo trattato di algebra e matematica che dedic\u00f2 ai figli di Rompiasi, poi andato perduto. Per circa due anni dal 1470 visse a Roma abitando anche nella casa di Leon Battista Alberti, dove pot\u00e8 ricevere lezioni di matematica e di religione. Nel 1475 diventa francescano dei frati minori conventuali come i fratelli Ginepro e Ambrogio, un altro fratello chiamato Antonio muore da giovane. Si sposta a Perugia, poich\u00e9 il 14 ottobre 1477 \u00e8 invitato per insegnare aritmetica all\u2019Universit\u00e0 di Perugia, citt\u00e0 nella quale rimane fino all\u2019anno 1480. Luca Pacioli da infaticabile viaggiatore nel 1481 si trasferisce a Zara, citt\u00e0 che apparteneva a Venezia, dove insegna fino al 1485. Si trasferisce di nuovo a Perugia dal 1486 ad aprile 1488, per poi accettare l\u2019incarico al ginnasio di Napoli in parte dell\u2019anno 1488 e 1489. Ritornato a Roma per l\u2019insegnamento, nel palazzo di Giuliano Della Rovere, che diverr\u00e0 papa Giulio II, Pacioli presenta a Guidobaldo da Montefeltro alcuni modelli dei poliedri regolari (cubo, tetraedro, ottaedro, dodecaedro, icosaedro) e gli dedica l\u2019opera \u201cSumma de arithmetica, geometria, proportioni et proporzionalit\u00e0\u201d. Nell\u2019anno 1491 ritorna a Sansepolcro e vi rimane fino al 1493, poi riparte per Padova e Venezia. <br \/>A Venezia nell\u2019anno 1494 viene pubblicata la \u201cSumma de arithmetica, geometria, proportioni et proporzionalit\u00e0\u201d, scritta non in latino ma in volgare per meglio essere compresa dai mercanti e studenti, riguarda opere scritte nell\u2019arco di quarant\u2019anni e spiega in modo preciso il funzionamento della partita doppia. L\u2019opera sar\u00e0 riconosciuta fondamentale per la matematica del suo tempo e per le epoche seguenti. La Summa \u00e8 divisa principalmente in due parti: l\u2019aritmetica e la geometria. <br \/>Nella &#8220;Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalita&#8221;, Luca Pacioli, riprende il Trattato d\u2019abaco di Piero della Francesca in particolare sulla prospettiva e la geometria. Dei rapporti tra Pacioli e Piero della Francesca conosciamo poco, ci risulta un solo documento in cui hanno assistito insieme ad un atto notarile nel Convento di San Francesco a Sansepolcro il 20 settembre 1484. Secondo la tradizione si sostiene che Pacioli da giovane possa aver frequentato la bottega di Piero della Francesca ma non risulta un reale rapporto di maestro e allievo. <br \/>Secondo gli scritti di James R. Banker, Pacioli nacque tra il 1446 e il 1448 quando Piero della Francesca aveva circa 35 anni; Piero viveva di rado a Sansepolcro negli anni dal 1446 al 1459, al tempo della fanciullezza di Pacioli, mentre negli anni successivi Piero si trovava pi\u00f9 spesso nella sua citt\u00e0 quando Pacioli era un adolescente. Piero ritorn\u00f2 a Sansepolcro da Roma alla fine del 1459 e in quella citt\u00e0 ebbe modo di approfondire lo studio dei matematici greci. Dato che Piero cit\u00f2 Euclide spesso nei suoi tre trattati, probabilmente egli riport\u00f2 con s\u00e9 una copia manoscritta degli Elementi. Tra l\u2019autunno del 1459 e l\u2019autunno del 1462, Piero potrebbe aver condiviso questo interesse per i matematici greci e la sua conoscenza della geometria con il giovane Pacioli. Nel 1508 Pacioli ricord\u00f2 che aveva studiato matematica ben 44 anni prima. Il periodo dei primi anni del 1460 coincide con il periodo che Pacioli designa come il momento in cui aveva iniziato i suoi studi matematici. \u00a0<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pacioli-piero-della-francesca.jpg&#8221; alt=&#8221;Planimetria Monastero Santa Caterina &#8211; Sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;pacioli-piero-della-francesca&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;-28px||40px|||&#8221; custom_padding=&#8221;9px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Fig. 2 &#8211; Angiolo Tricca (1817-1884), \u201c<em>Piero della Francesca detta le regole della geometria a Luca Pacioli<\/em>\u201d, Museo Civico di Sansepolcro.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; min_height=&#8221;717.9px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>In un suo scritto Luca Pacioli definisce\u00a0Piero della Francesca \u201c<em>monarca alli d\u00ec nostri della pittura e architectura<\/em>\u201d.<br \/>Nell\u2019anno 1496 Luca Pacioli si trasferisce a Milano, alla corte di Ludovico Maria Sforza detto il Moro dove si occupa della contabilit\u00e0 del duca, a Milano pot\u00e8 incontrare Leonardo da Vinci, che gi\u00e0 <em>conosceva la sua opera Summa de Arithmetica. Pacioli e Leonardo stringono amicizia e Leonardo si avvarr\u00e0 delle lezioni<\/em> di algebra e geometria, studia la equiestensione dei solidi, delle aree, il problema della quadratura del cerchio e altri aspetti della geometria\u00ad.<br \/>Pacioli affider\u00e0 a Leonardo le illustrazioni dei solidi geometrici per il manoscritto\u00a0\u201c<em>De divina proportione<\/em>\u201d presentato nel 1498 a Ludovico il Moro e pubblicato a Venezia nell\u2019anno 1509. Il trattato \u00e8 diviso in tre parti: nella prima parte analizza la proporzione aurea, la seconda l\u2019architettura e l\u2019ultima parte comprende l\u2019opera \u201d<em>Libellus de quinque corporibus regularibus<\/em>\u201d di Piero della Francesca. Tutt\u2019ora gli studiosi dibattono se si tratti di usurpazione come scritto da Giorgio Vasari nelle Vite o di pubblicazione del testo tradotto dal latino o del testo volgare di Piero della Francesca. Del manoscritto di Luca Pacioli \u201c<em>De divina proporzione<\/em>\u201d, esistono al mondo due soli esemplari scritti durante la vita di Pacioli. Uno \u00e8 conservato nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, mentre nella Biblioteca Universitaria di Ginevra \u00e8 conservato il manoscritto dedicato a Ludovico il Moro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/summa-de-arithmetica.jpg&#8221; alt=&#8221;Planimetria Monastero Santa Caterina &#8211; Sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;summa-de-arithmetica&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;100%&#8221; custom_margin=&#8221;-52px||24px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;||35px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 3 &#8211; Nell\u2019anno 1496 Luca Pacioli si trasferisce a Milano, alla corte di Ludovico Maria Sforza detto il Moro dove si occupa della contabilit\u00e0 del duca, a Milano pot\u00e8 incontrare Leonardo da Vinci, che gi\u00e0 conosceva la sua opera Summa de Arithmetica.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divina-proportione.png&#8221; alt=&#8221;Porta con l\u2019architrave con la Croce di Malta &#8211; Sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;divina-proportione&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;66%&#8221; width_tablet=&#8221;59%&#8221; width_phone=&#8221;59%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||19px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;||35px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 4 &#8211; Frontespizio della prima edizione.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divina-proportione-poliedri-da-vinci.jpg&#8221; alt=&#8221;Architrave con rilievo &#8211; Sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;divina-proportione-poliedri-da-vinci&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;66%&#8221; width_tablet=&#8221;60%&#8221; width_phone=&#8221;60%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin=&#8221;||22px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;||36px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 5 &#8211; Illustrazioni di Poliedri di Leonardo da Vinci per il trattato <em>De Divina Proportione<\/em>.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Nell\u2019anno 1499 Luca Pacioli lascia Milano dopo la caduta di Ludovico il Moro, trasferendosi prima a Mantova, poi a Venezia e in seguito a Firenze dove, pur continuando a viaggiare, rimarr\u00e0 fino al 1506, ospite del convento di Santa Croce. A Firenze Pacioli ritrover\u00e0 Leonardo da Vinci. <br \/>Tra le altre opere di Luca Pacioli ricordiamo: l\u2019&#8221;<em>Alphabeto Dignissimo Antiquo<\/em>&#8221; pubblicato nel 1498 e \u201c<em>De ludo scachorum<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/divina-proportione-da-vinci3.png&#8221; alt=&#8221;Porta con cornice in pietra &#8211; Sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;divina-proportione-da-vinci3&#8243; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;95%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||21px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 6 &#8211; Leonardo da Vinci, da <em>De divina Proportione<\/em>, Milano, Biblioteca Ambrosiana.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; custom_margin=&#8221;||24px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Dopo un periodo trascorso a Bologna e Roma, torn\u00f2 a Sansepolcro, dove continu\u00f2 i suoi studi e la sua attivit\u00e0 di insegnamento. Secondo la studiosa Elisabetta Ulivi, Luca Pacioli \u00e8 deceduto tra la primavera-estate del 1517, dopo il 15 aprile e prima del 6 luglio. Non \u00e8 possibile stabilire con certezza il luogo se Sansepolcro, Roma o Firenze. Il necrologio presso l\u2019Archivio della Basilica di Santa Croce a Firenze, riporta che aveva 70 anni al decesso il 19 giugno 1517. Ancora oggi gli studiosi non possono dire con certezza dove si trova la tomba di Luca Pacioli.<\/p>\n<p>Davanti alla chiesa di San Francesco a Sansepolcro, nell\u2019anno 1994, \u00e8 stato posto il monumento dedicato a Luca Pacioli realizzato nel 1994 dall\u2019artista Franco Alessandrini.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/luca-pacioli-monumento-sansepolcro.jpg&#8221; alt=&#8221;Bassorilievo in pietra &#8211; Sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;luca-pacioli-monumento-sansepolcro&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;90%&#8221; custom_margin=&#8221;||22px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;||35px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 7- Monumento dedicato a Luca Pacioli a Sansepolcro, realizzato nel 1994 dall\u2019artista Franco Alessandrini.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/luca-pacioli-monumento-scritta.jpg&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;luca-pacioli-monumento-scritta&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;70%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||30px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; min_height=&#8221;27.8px&#8221; custom_margin=&#8221;||35px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 8 &#8211; Particolare della scritta sul basamento del monumento dedicato a Luca Pacioli.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; custom_padding=&#8221;||9px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Nell\u2019anno 2017 in occasione del cinquecentenario dalla morte di Luca Pacioli, il Comune di Sansepolcro ha promosso, presso il Museo Civico, la mostra \u201cLuca Pacioli tra Piero della Francesca e Leonardo\u201d, mentre a novembre 2024 la mostra dedicata alla &#8220;<em>Summa de Arithmetica, Geometria, Proportioni et Proportionalit\u00e0<\/em>&#8220;, in occasione dei 530 anni dalla stampa.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_text_align=&#8221;center&#8221; header_2_text_color=&#8221;gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b&#8221; custom_margin=&#8221;12px||26px|||&#8221; custom_padding=&#8221;24px||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b%22:%91%22header_2_text_color%22%93}&#8221;]<\/p>\n<h2>VIA LUCA PACIOLI (Tratto Nord)<\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Tornando a parlare della nostra strada intitolata a Luca Pacioli, incamminandoci da via Santa Caterina troviamo un lato di Palazzo Sassi, dopo l\u2019incrocio con via Aggiunti al numero 72 Palazzo Massa, risalente al Seicento, con sul portale lo stemma della famiglia Rigi.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery gallery_ids=&#8221;825,826&#8243; posts_number=&#8221;2&#8243; orientation=&#8221;portrait&#8221; show_pagination=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_text_align=&#8221;center&#8221; title_font_size=&#8221;16px&#8221; caption_font_size=&#8221;14px&#8221; custom_margin=&#8221;||-24px|||&#8221; locked=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_gallery][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; min_height=&#8221;27.8px&#8221; custom_margin=&#8221;||35px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 9 e 10 \u2013 Palazzo Massa, risalente al Seicento, con stemma della Famiglia Rigi.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; custom_margin=&#8221;||25px|||&#8221; custom_padding=&#8221;||4px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Un tempo sulla parte sinistra verso il numero 40 vi \u00e8 stata per diversi secoli la piccola chiesa di San Pietro o San Piero o San Pierino, sconsacrata nel 1842 o nel 1879 per poi essere demolita negli anni trenta dove al suo posto il cav. Luigi Fatti fece costruire i bagni pubblici, non pi\u00f9 esistenti. Le sue origini sono incerte, nell\u2019anno 1545 fu concessa alla Compagnia della Santissima Annunziata fino all\u2019anno 1692. <br \/>Nel Museo Civico di Sansepolcro si trova \u201cL\u2019Annunciazione a Maria\u201d, dipinto a olio su tavola centinata, del pittore Giovan Battista Cungi a cui era stata commissionata nel 1547 dalla Compagnia della Santissima Annunziata proprio per la chiesa di San Piero, con richiami al Vasari, attualmente presso il Museo Civico di Sansepolcro.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/annunciazione-maria.jpg&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;annunciazione-maria&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;90%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||20px|||&#8221; custom_padding=&#8221;0px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;||34px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 11 \u2013 <em>Annunciazione a Maria<\/em>, attribuita a Giovan Battista Cungi, Museo Civico, Sansepolcro.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Successivamente troviamo sempre a sinistra, una loggia con cinque aperture ad arco che il Di Pietro ritiene collegata al cinquecentesco palazzo Muglioni e precisamente al giardino pensile del detto palazzo. (Tafi)<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/loggia-veduta.jpg&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;loggia-veduta&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;90%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||23px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;||36px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 12 \u2013 Veduta della Loggia.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Oltrepassando via Firenzuola, a destra al numero 68, troviamo palazzo Franceschi Marini del cinquecento con lo stemma sopra il portone bugnato.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/palazzo-franceschi-marini.jpg&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;palazzo-franceschi-marini&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;90%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||18px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;||40px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 13 \u2013 Palazzo Franceschi Marini.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_text_align=&#8221;center&#8221; header_2_text_color=&#8221;gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b&#8221; custom_margin=&#8221;12px||26px|||&#8221; custom_padding=&#8221;24px||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b%22:%91%22header_2_text_color%22%93}&#8221;]<\/p>\n<h2>VIA LUCA PACIOLI (Tratto sud)<\/h2>\n<h2>Gi\u00e0 VIA DEGLI ABBARBAGLIATI<\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Il tratto sud, portava il nome di Via degli Abbarbagliati o Barbagliati che era il cognome di una nobile famiglia medievale del Borgo.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/stemma-abbarbagliati.jpg&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;stemma-abbarbagliati&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;95%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||19px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 14 \u2013 Stemma della famiglia Abbarbagliati.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; custom_margin=&#8221;||8px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Lo stemma era secondo l\u2019Agnoletti, costituito da un leone rampante attraversato da una banda obliqua ornata da tre stelle. Un tale stemma lo si vede due volte su porte medioevali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al n. 60, in angolo con la via XX Settembre e via Luca Pacioli, si trova lo storico Ristorante della citt\u00e0:<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; header_2_text_align=&#8221;center&#8221; header_2_text_color=&#8221;gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b&#8221; custom_margin=&#8221;12px||36px|||&#8221; custom_padding=&#8221;15px||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-7fb39c74-6696-4b04-920d-3624ea959f6b%22:%91%22header_2_text_color%22%93}&#8221;]<\/p>\n<h2>RISTORANTE FIORENTINO<\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ristorante-fiorentino.jpg&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;ristorante-fiorentino&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;95%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||27px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 15 \u2013 Portale d&#8217;ingresso del Ristorante Fiorentino.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Il ristorante fu fondato nel 1807 da Luigi Bosi, un funzionario napoleonico che veniva da Firenze. Aveva visto a Parigi i primi ristoranti nell\u2019idea contemporanea del termine, e ha voluto realizzare a Sansepolcro quello che aveva visto in Francia. Lo chiam\u00f2 \u201cAlbergo dell\u2019Aquila Nera\u201d, ma tutti dicevano che andavano dal fiorentino e questo \u00e8 il nome che ha superato ben pi\u00f9 di due secoli, l\u2019Aquila Nera rimane solo nei libri di storia. Il locale \u00e8 gestito dal 1950 dalla famiglia Uccellini, Alessio e Anna poi da Alessia e Alessandro, conserva un\u2019atmosfera di altri tempi entrando nei saloni rinascimentali del palazzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Procedendo dopo aver incrociato via XX Settembre, entriamo nel tratto gi\u00e0 Via degli Abbarbagliati, numerosi sono i palazzi del quattrocento e cinquecento, al numero 38 <strong>Palazzo Abbarbagliati<\/strong>, con il ben conservato stemma di famiglia; il <strong>Palazzo dei Pichi-Graziani<\/strong> al numero 25 si evidenzia dallo stemma sul portale, gi\u00e0 appartenuto alla famiglia dei Folli che era nota dal Medioevo. Il pi\u00f9 conosciuto \u00e8 il medico Francesco Folli che nacque a Poppi e mor\u00ec a Sansepolcro il 25 gennaio 1685, rinomato per i suoi studi e sperimentazioni sulla trasfusione del sangue. In questo palazzo della famiglia Pichi Graziani troviamo le scritte \u201cPacere quam ulcisci\u201d, (Meglio) perdonare che vendicarsi e \u201cAuxilium meum a DDN\u201d, Il mio aiuto (\u00e8) da Domineddio (dal Signore Dio).<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/palazzo-pichi-graziani.jpg&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;palazzo-pichi-graziani&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;90%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||19px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 16 \u2013 Palazzo Pichi Graziani.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Dopo l\u2019incrocio con via San Giuseppe, incontriamo un palazzo al numero 32 che presenta delle strutture risalenti al trecento al pianterreno tra cui l\u2019ingresso, il paramento a filaretto, le spallette delle aperture; ai piani superiori le mostre delle finestre risalgono al cinquecento. <br \/>Sulla facciata si trova una lapide a ricordo del sacerdote <strong>Carlo Fantoni<\/strong> che vi abit\u00f2. Nacque a Sansepolcro nell\u2019anno 1808 e nel 1830 fu ordinato sacerdote, trasferitosi ad Arezzo per fare il precettore presso la famiglia Guilicchini pot\u00e8 conoscere alcuni liberali sostenitori dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Nell\u2019anno 1845 torna a Sansepolcro, insegna in Seminario e diventa canonico della Cattedrale, compone poesie tra cui un Inno Nazionale. Il Fantoni si appassion\u00f2 agli avvenimenti del 1848-49 della prima guerra d\u2019Indipendenza, ma a seguito della restaurazione granducale dovette lasciare l\u2019insegnamento; venne processato e nel 1850 si ritir\u00f2 a vita privata. Mor\u00ec il 4 gennaio 1856. Nell\u2019anno 1863 viene pubblicato a Firenze il suo libro \u201cPoesie Liriche\u201d.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/lapide-casa-fantoni.jpg&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;lapide-casa-fantoni&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;90%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||17px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 17 \u2013 Lapide posta sulla facciata della casa dove abit\u00f2 Carlo Fantoni.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; custom_margin=&#8221;||35px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Dopo l\u2019incrocio con via San Bartolomeo, sulla destra arriviamo al n. 28 all\u2019imponente <strong>Palazzo Aloigi Luzzi<\/strong>, settecentesco, costruito in laterizio, si presenta con una grande facciata dove spicca il portale con le colonne di pietra serena che una volta sostenevano il balcone. Il finestrone, al piano nobile, ha il timpano ad arco, mentre le finestre a timpano triangolare, il piano di servizio ha finestre pi\u00f9 piccole con solo quella centrale con il timpano ad arco, le altre a triangolo. Come scrive lo storico Salmi: \u201cun esempio di solidit\u00e0 barocca ravvivata dalle eleganze articolate del Rococ\u00f2\u201d. In alto a destra, sull\u2019angolo del palazzo, \u00e8 posto lo stemma, oggi abbastanza rovinato, che raffigura a sinistra un leone rampante su campo azzurro con in alto un sole (della famiglia Aloigi), a destra in campo rosso una testa di cavallo bianca con sopra la croce dei Cavalieri di Santo Stefano (della famiglia Gherardi).<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery gallery_ids=&#8221;827,828&#8243; posts_number=&#8221;2&#8243; orientation=&#8221;portrait&#8221; show_pagination=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_text_align=&#8221;center&#8221; title_font_size=&#8221;16px&#8221; caption_font_size=&#8221;14px&#8221; width=&#8221;100%&#8221; min_height=&#8221;420.7px&#8221; custom_margin=&#8221;-12px||-32px|||&#8221; locked=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_gallery][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;0px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Fig. 18 \u2013 Palazzo Aloigi Luzzi.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Fig. 19 &#8211; Stemma.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_divider show_divider=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;13px|||||&#8221; custom_padding=&#8221;6px||6px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_divider][et_pb_gallery gallery_ids=&#8221;829,830&#8243; posts_number=&#8221;2&#8243; orientation=&#8221;portrait&#8221; show_pagination=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_text_align=&#8221;center&#8221; title_font_size=&#8221;16px&#8221; caption_font_size=&#8221;14px&#8221; width=&#8221;100%&#8221; custom_margin=&#8221;-12px||-32px|||&#8221; locked=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_gallery][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0Fig. 20 \u2013 Portale del Palazzo Aloigi Luzzi.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Fig. 21 &#8211; Portale con il terrazzo ora crollato.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_divider show_divider=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;||11px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_divider][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/finestra-palazzo-aloigi-luzzi-scaled.png&#8221; alt=&#8221;Portale bugnato &#8211; sansepolcro&#8221; title_text=&#8221;finestra-palazzo-aloigi-luzzi&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;90%&#8221; width_tablet=&#8221;70%&#8221; width_phone=&#8221;70%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_margin=&#8221;||21px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;11px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 22 \u2013 Finestra del palazzo, timpanata e con una bellissima inferriata.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; custom_margin=&#8221;||35px|||&#8221; custom_padding=&#8221;||8px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Nell\u2019interno, il Di Pietro fa notare la monumentalit\u00e0 del sistema <em>androne-scala<\/em>. Al primo piano \u00e8 un ampio salone decorato con stucchi, presenta un ballatoio su tre lati e altre stanze di rappresentanza. <br \/>Nel passare del tempo il palazzo ha subito trasformazioni e restauri, ma ha sempre mantenuto la sua struttura originaria. Presso Palazzo Aloigi Luzzi ebbe la propria sede fino all\u2019anno1846, la Reale Accademia della Valtiberina Toscana, fondata il 14 febbraio 1830, con lo scopo di perfezionare il metodo d\u2019insegnamento dei giovani, far conoscere la storia locale, occupandosi di molti aspetti culturali e sociali. <br \/>Nei primi anni \u201970 l\u2019artista <strong>Franco Alessandrini<\/strong>, originario di Sansepolcro, apre uno studio a Sansepolcro nel Palazzo Aloigi-Luzzi, dove riceve artisti pi\u00f9 giovani, non solo del luogo.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery gallery_ids=&#8221;833,832&#8243; posts_number=&#8221;2&#8243; orientation=&#8221;portrait&#8221; show_pagination=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_text_align=&#8221;center&#8221; title_font_size=&#8221;16px&#8221; caption_font_size=&#8221;14px&#8221; width=&#8221;100%&#8221; custom_margin=&#8221;-12px||-32px|||&#8221; locked=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_gallery][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 23 \u2013 Palazzo Pichi, portale.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Fig. 24 &#8211; Stemma dei Pichi.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; custom_margin=&#8221;||38px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Il <strong>Palazzo Pichi<\/strong>, cinquecentesco, si trova al n.7 alla sinistra vicino a Piazza Santa Chiara, con due stemmi sul portale, quello dei Pichi si trova nella parte superiore. Entrando possiamo leggere delle massime sull\u2019architrave di destra \u201cTam Diu discendum quam Diu vivas\u201d che significa: Si deve imparare tanto a lungo, quanto a lungo tu possa vivere; mentre nell\u2019architrave di sinistra; \u201dOmnia prius consulto\u201d che significa: \u00c8 necessaria la riflessione prima (di fare) tutte le cose. Al primo piano troviamo altre tre incisione sui tre portali: \u201cModerata durant\u201d, Le cose modeste durano; \u201cTimor Domini\u201d, Timor di Dio, e \u201cSustine et Abstine\u201d, Sopporta e astieniti.<\/p>\n<p>Il Palazzo posto al numero 1 che per un parte sporge su Piazza Santa Chiara, ha un portale bugnato e in una porta dell\u2019androne si trova la scritta \u201cPax huic domui in aeternum\u201d, Pace a questa casa per sempre. Al n. 4 il cinquecentesco <strong>Palazzo Corsi<\/strong>, dove sul portale bugnato secentesco \u00e8 posto lo stemma molto ben conservato della famiglia, all\u2019interno dell\u2019androne la scritta \u201cOmnia ex Deo\u201d, Tutto viene da Dio.12. Il <strong>Palazzo Lancisi<\/strong>, cinquecentesco, si trova al numero 10 e dalla facciata possiamo capire la presenza di edifici precedenti. Sulle cornici di due finestre possiamo leggere \u201cCosmus Canonicus(S)\u201d, Il Canonico Cosimo e \u201cSic nos non nobis\u201d, Cos\u00ec noi non per noi.<br \/>Al numero 14 di Via Pacioli, vicino all\u2019incrocio con via Santa Croce, il portale di un palazzo \u00e8 adornato da uno stemma.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery gallery_ids=&#8221;834,835&#8243; posts_number=&#8221;2&#8243; orientation=&#8221;portrait&#8221; show_pagination=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_text_align=&#8221;center&#8221; title_font_size=&#8221;16px&#8221; caption_font_size=&#8221;14px&#8221; width=&#8221;100%&#8221; custom_margin=&#8221;-12px||-32px|||&#8221; locked=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_gallery][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Fig. 25 e 26 \u2013 Stemma della famiglia Corsi.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA<\/p>\n<ul>\n<li>ANGEO TAFI, <em>Immagine di Borgo San Sepolcro &#8211; Guida Storico Artistica della Citt\u00e0 di Piero<\/em>, Calosci, Cortona 1994.<\/li>\n<li>ELISABETTA ULIVI, <em>Nuovi documenti su Luca Pacioli, in Pacioli 500 anni dopo De Divine Proporzioni<\/em>, a c. di Enrico Giusti e Matteo Martelli, Centro Studi \u201cMario Pancrazi\u201d, Atti Convegno di Studi Sansepolcro 22\/23 maggio 2009, Tipografia l\u2019Artistica, Selci-Lama, 2009.<\/li>\n<li>JAMES R. BANKER, <em>Luca Pacioli e Piero della Francesca<\/em>, a cura di Enrico Giusti e Matteo Martelli Atti Convegno di Studi a Sansepolcro, 22\/23 maggio 2009 Celebrazioni Cinquecentenario De Divina Proportione 1509-2009 Pacioli 500 Anni Dopo.<\/li>\n<li>ARGANTE CIOCCI, <em>La questione dell\u2019autografia del &#8211; Libellus nell\u2019edizione a stampa del 1509<\/em>. tratto dal libro \u201cPiero della Francesca, Luca Pacioli, Giorgio Vasari e la civilt\u00e0 del Rinascimento a cura di Giulio Firpo e Matteo Martelli, Biblioteca del Centro Studi \u201cMario Pancrazi\u201d Edizioni Nuova Prhomos, anno 2024.<\/li>\n<li>ENZO PAPI, <em>Messaggi di Pietra<\/em>, Centro Studi \u201cMario Pancrazi\u201d, Edizioni Nuova Prhomos, 2021.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.24.0&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;18px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>ASSOCIAZIONE CULTURALE, Franco Alessandrini, Sansepolcro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>STUDIO DI PATRIZIA MEAZZINI<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.lionssansepolcro.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/logo-universita-dell-eta-libera-sansepolcro.png&#8221; 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